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2005 Era il 1991 quando Robert Wyatt cantava "What we call Freedom in the north means our Freedom to use you" (libera traduzione: "Quello che chiamiamo Liberta`, noi al nord, e` la nostra Liberta` di fare quello che vogliamo con voi"). Sono passati quattordici anni ma la solfa non cambia. Anzi, se qualcosa e` cambiato, e` cambiato in peggio: la liberta` ha maggiormente ristretto il proprio ambito e sta diventando sempre piu' una "proprieta` esclusiva" di pochi (strano destino per il concetto di liberta`: a quando la registrazione del marchio?). Auguriamoci allora un 2005 in cui ognuno possa trovare la strada verso la propria liberta`. E che sia un anno di pace, soprattutto. Fabio Ah! Ho avuto occasione di rivedere in questi giorni Essi vivono (They Live!) di John Carpenter: sebbene si tratti di una lieve satira politico-sociale dell'America liberista (il film e` del 1983 e Ronald Reagan era al secondo anno del suo primo mandato) mi pare che oggi sia ancora di particolare attualita`. Consiglio vivamente di (ri)guardarvelo, se ve ne capita l'occasione. |
Left On Man (da "Dondestan" © Robert Wyatt, 1991) What we call Freedom in the north Means our Freedom to Use you And if you don't co-operate We'll cut off your supply lines But You'll be free To re-connect If you beg our forgiveness You say I Over simplify Well yes, so did Albert Einstein There simply Is no middle ground Pentagon uber alles There never Was a middle ground That's the point I was making There's no such Place as middle ground (That's the point we were making) Left or Right of the equator |
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