Log musicale
Sono quanto di piu` lontano ci possa essere da un critico musicale, pero` voglio riportare alcune brevi note sui miei ascolti recenti, ascolti che possono non riguardare solo le ultime uscite discografiche (beh, qualcuna si`, ma di quei pochi artisti che seguo da anni).
La mia formazione musicale e` di derivazione settantina (psichedelia, progressive, rock, ambient, ecc...) ma non disdegno il pop: per chiarezza cerchero` di collocare gli album che saranno citati in qualche genere o sottogenere.
Per ulteriori approfondimenti su artisti e album seguite i link presenti nella sezione musica.

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  • La mia ultima Fiamma
    Album d'esordio degno di attenzione quello di Massimo Zamboni, chitarrista ex CCCP/CSI. Le sonorita` di Sorella sconfitta (2004) discendono direttamente da Tabula Rasa Elettrificata dei C.S.I. tanto che potrebbe esserne una naturale evoluzione se solo non mancassero i testi e la voce di Giovanni Lindo Ferretti. A questa mancanza Zamboni rimedia, pero`, affidando la maggior parte delle parti canore a quattro notevoli voci femminili: Nada, Lalli, Marina Parente e Fiamma. Quattro vocalita` differenti che riescono a dare un certo movimento a tutto l'album: sporca la prima, decisa la seconda, lirica la terza, avvolgente la quarta.
    Ed e` la proprio la quarta, la voce di Fiamma, quella che mi ha maggiormente colpito e spinto ad approfondirne la conoscenza. Fiamma sembra cercare il confronto con Björk e, infatti, scopro che, nel suo EP Mantra, ha reinterpretato Jöga. Ascolto, quindi, anche i pezzi disponibili in mp3 sulla sua parte di sito e poi salto ai pezzi presenti sulla parte di sito del suo gruppo, Fiamma Fumana. Mi appare ormai evidente come Fiamma non sia semplicemente un'emula dell'islandese. Fiamma + Fiamma Fumana sono piu`, come dire, un progetto culturale globale/locale. Il gruppo interpreta, tra l'altro, anche musiche tradizionali emiliane fuse in ballate celtiche e nordeuropee su ritmi techno. Fiamma, nel suo album solo Contatto (2002), che nel frattempo ho comprato insieme al primo dei Fiamma Fumana (1.0, 1999), si orienta su sonorita` piu` elettroniche e pacate, ma l'impronta technofolk rimane. La voce ora mi ricorda quella di Mara Redighieri degli Ustamamo` (sara` per la pronuncia? ;-)) e poi ancora Björk, ma e` qualcosa di comunque diverso e nuovo.
    [/f 19.04.2004]
     
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  • Trentennale: Pink Floyd, The Dark Side of the Moon, 1973... e non solo.
    L'evento musicale rievocativo dell'anno in corso, oltre alla riedizione con macabra manipolazione di Janis Joplin (tra l'altro il suo classico Greatest Hits e` del 1973), pare essere l'ottavo album dei Pink Floyd. Ottavo album, si`, ma ripulito e rimasterizzato per consumatori vecchi e nuovi. Non commento oltre questo nuovo prodotto con marchio DOC, ma devo ben ammettere che quel disco rappresenta bene la mia adolescenza (tra l'altro e` stato proprio il primo vinile che ho acquistato). Su The Dark Side of the Moon, da sempre, molti si sono espressi con toni diversi: da chi sostiene che sia stato l'atto con cui hanno ceduto alle tentazioni commerciali (per vendersi poi definitivamente al mercato due anni dopo con Wish You Were Here) fino a chi lo considera uno dei famosi album da isola deserta.
    Per ragioni affettive io lo porterei sull'isola deserta anche se e` da un bel po' di tempo che non lo risento e non penso di poterlo definire il miglior album in assoluto dei Floyd: attualmente sono indeciso tra The Piper at the Gates of Dawn (1967) e Atom Heart Mother (1971)... o anche Ummagumma (1970). Insomma un giorno faro` una scelta definitiva, ma temo che sara` sempre The Dark Side of the Moon ad accompagnarmi sulla famosa isola.
    Per curiosita` ho guardato nel mio database (la memoria non e` piu` quella di una volta) per scoprire cosa e` stato pubblicato nel 1973 e che meriterebbe magari altrettanta attenzione quanto l'album dei Floyd e sono rimasto sbalordito: del 1973 e` Tubular Bells di Mike Oldfield (d'accordo, l'ha rifatto poi per tutta la durata della sua vita artistica senza superare l'esordio). E poi: Here Come the Warm Jets (il primo di Brian Eno, frutto un po' troppo acerbo); Selling England by the Pound (Genesis, il loro ultimo mirabile atto di romantic rock con Peter Gabriel ancora presente); Flying Teapot e Angels Egg (Gong, psichedelici, fantascientifici, imperdibili); Berlin (Lou Reed, dicono che sia il suo capolavoro, ma continuo a trovarlo musicalmente noioso); Atem (Tangerine Dream, l'ultimo disco cosmico in liberta` prima di consegnarsi alla Virgin); Quadrophenia (The Who, un cult); Jesus Christ Superstar (tanto per restare nell'ambito delle rappresentazioni musicali); Yessongs (Yes, triplo da vivo, indimenticabile per chi ama gli Yes -non io-); The Six Wives of Henry VIII (Rick Wakeman, tanto per ricordarmi che anche gli Yes avevano dei lati che io apprezzavo); Don't Shoot Me I'm Only the Piano Player (Elton John, unico album che mi sia mai piaciuto di EJ, forse perche` andava un sacco alle feste-in-casa-con-tapparelle-abbassate di allora); Greetings from Asbury Park, N.J. e The Wild, the Innocent and the E-Street Shuffle (Bruce Springsteen, personaggio che non mi ha mai esaltato troppo, ma due album piu` che soddisfacenti); Aladdin Sane (David Bowie, che e` un mio mito per i due album che precedevano questo); Larks' Tongues in Aspic (King Crimson fase ostica, ma che musica!); Brain Salad Surgery (Emerson Lake & Palmer, secondo me gia` in decadenza, ma album copertinato da H.R. Giger); Hymn of the Seventh Galaxy (Return to Forever, quando la fusion si chiamava ancora jazz-rock).
    E infine le scoperte di venti e passa anni dopo: Leg End (Henry Cow, gruppo rockjazznoiseavanguardistico, stavano anni avanti a tutti e pochi hanno avuto la fortuna di accorgersene in tempo reale); Faust IV e Faust Tapes (Faust, tedeschi come i Tangerine Dream e molto piu` sperimentali); in Italia: Aktuala (Aktuala, altra poderosa espressione musicale in liberta`); Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto (Alan Sorrenti, che prima di fare il figlio delle stelle faceva il musicista progressivo); Nuda (Garybaldi, rock progressivo italiano e album copertinato da Crepax).
    E tutti quelli che non conosco o ho dimenticato.
    Torno ora a pensare all'isola deserta e chiedermi cosa porterei: The Dark Side of the Moon, naturalmente. E per fortuna che si tratta solo di uno stupido gioco, altrimenti continuerei poi a chiedermi: "Ma perche` non mi sono portato Selling England o Leg End o Flying Teapot o Larks' o Faust IV o Aktuala o... ?"
    [/f 01.06.2003]
     
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  • Daniel Lanois, Shine, 2003
    Sono passati 10 anni da For the Beauty of Wynona (1993) e quattordici dal capolavoro Acadie (1989). Il canadese Lanois continua a fare il produttore (U2, Brian Eno, Jon Hassell, Peter Gabriel, colonne sonore, ecc.) e centellina al pubblico i suoi lavori. Non so se per questo ci si debba dolere o se, cosi` facendo, quello che ci arriva diventa piu` godibile. Questo suo ultimo lavoro e` quasi intimista, un lavoro raccontato con echi folk e psichedelici, ambient e blues: una miscela che quasi ipnotizza. Un album che vuole farsi sentire ancora e ancora e ancora... Roba da non perdere, insomma.
    [/f 18.05.2003]
     
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  • Emiliana Torrini, Love in the Time of Science, 2000
    Emiliana Torrini sta diventanto famosa ora con The Gollum's Song traccia dei titoli di coda di Le due torri (il secondo episodio de Il Signore degli Anelli), ma io penso che valga la pena ascoltare questo suo primo (e, a oggi, unico) album contenente undici tracce di eleganti suggestioni pop elettroniche quasi sussurrate da una voce stupendamente limpida. La Torrini e` islandese e, agli esordi, era stata indicata come una nuova Björk (o anti-Björk): in effetti, qualche eco della piu` famosa musicista islandese e` riscontrabile nei pezzi della Torrini, ma, fortunatamente, le due signore possono tranquillamente percorrere le loro strade e noi possiamo gustarcele entrambe senza essere costretti a paragoni forzati.
    [/f 18.05.2003]

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