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DISCOGRAFIA
Sarà proprio l'interesse verso il jazz a distinguere i Pentangle dall'altro grande gruppo con il quale si spartirono il dominio della scena folk-rock, i Fairport Convention. Interesse testimoniato non solo con la scelta di una sezione ritmica proveniente dal jazz, ma anche con l'omaggio fatto a Charlie Mingus includendo il suo brano Goodbye Pork Pie Hat in Bert and John.
Nello stesso 1968 uscì il doppio Sweet Child con una struttura simile a Ummagumma dei Pink Floyd: un disco registrato durante un concerto alla Royal Festival Hall di Londra e uno in studio.
Tutte le sfaccettature del complesso sono espresse magnificamente: dalla bravura vocale di Jacqui senza accompagnamento di sorta in So Early in the Spring (con un recupero filologico della tradizione: le balladry in passato erano eseguite in questo modo), l'omaggio al jazz con Haitan Fight Song di Mingus, l'abilità strumentale nelle Three Dance (la seconda, La Rotta, è italiana, del trecento), l'intensità di The Trees They do Grow High , il blues di I've Got A Feeling , il contrappunto di Three Part Thing .
Il disco è già un capolavoro e il successo di pubblico si fa più largo.
Il disco successivo, Basket of Light, del 1969, è il loro maggior successo.
I Pentangle si concedono una pausa nella loro ricerca (pochi gli spunti jazzistici) e confezionano un album senza sbavature, a tratti ritmicamente trascinante (Train Song, Sally Go Round The Roses).
Ma è solo una breve pausa per tirare il fiato, il 1970 ci porta Cruel Sister , dove la ricerca, la perizia musicale, la freschezza vocale ci regalano un capolavoro impressionante, anche nella sua facilità di fruizione.
I brani sono tutti pescati nel repertorio tradizionale, ma naturalmente quel che conta è il modo in cui vengono interpretati.
Tutti i musicisti sono al loro massimo e la ricerca e l'innovazione portate all'estremo. Il culmine si raggiunge con Jack Orion, che occupa tutto il secondo lato del disco. Qui non si può più parlare di folk-rock o di folk con forti componenti jazz-blues -come in opere tipo Rock Bottom di Wyatt o Hosianna Mantra dei Popol Vuh la musica trascende il folk, il rock, il jazz o la loro fusione, è qualcosa di nuovo e unico.
Il flusso ritmico ha una potenza e scorrevolezza che esemplificano splendidamente quello che i jazzisti chiamano swing (pulsione ritmica in avanti, secondo la definizione di Hodeir). Non c'è una voce guida, ma il cantato è un magma ribollente dove di volta in volta sale in primo piano quella di Jansch o quella di Jacqui. La chitarra di Jansch e il sitar di Renbourn sono taglienti e quasi psichedelici.
Nel
1971 esce Reflection che non sfigura affatto accanto a Cruel Sister. E' costruito in crescendo, anche qui l'apice si raggiunge nell'ultimo brano, l'omonimo Reflection. Che alcuni preferiscono addirittura a Jack Orion.
Sembra che poco dopo incidessero un disco, Lion at World End, mai pubblicato.
L'ultimo disco fu
Solomon's Seal del 1972, il gruppo si sciolse nel marzo dell'anno seguente. I master tapes di questo disco sono andati perduti, quindi una eventuale ristampa dovrà per forza essere un riversamento dal vinile.
Quattro brani si possono ascoltare nella versione live in On air (edito anche come Live at the BBC).
Il livello è sempre altissimo, pur non raggiungendo i vertici di un Jack Orion o Reflection.
John Renbourn Group
Nel 1974 Renbourn e la McShee provarono a rimettere insieme il gruppo, ma il debutto al Festival Folk di Cambridge fu poco incoraggiante, si dovette attendere il
1977 con A Maid in Bedlam per conoscere la nuova incarnazione dei Pentangle.
Malgrado la presenza di soli due dei membri originali l'operazione appare più aderente allo spirito del gruppo classico che non il successivo tentativo capitanato da Jansch, che riprenderà il nome di Pentangle.
Nel 1980 con The Enchanted Garden e l'anno dopo con
Live in America Renbourn e i suoi riprendono la ricerca da una parte allargando la timbrica del gruppo con l'introduzione dei fiati e dall'altra con una presenza più incisiva di influssi di musica indiana, si veda lo strumentale Sidi Brahim.
Pentangle 1985-95
I Pentangle si riformano nel 1985, senza Renbourn, per primo esce Open the Door cui segue nel
1986 In the Round, dove a tratti ancora si respira l'aria dei primi Pentangle.
So Early in the Spring del 1990 e Think of Tomorrow del 1991 chiuderanno l'attività del gruppo: la qualità è sempre alta, ma ormai è semplice folk-rock.
Jacqui McShee's Pentangle
L'ultima incarnazione dei Pentangle vede la presenza della sola McShee come reduce del gruppo classico, cosa del resto ben evidenziata nel nome del gruppo.
Passe Avant, 1999, è un buon disco, suonato e cantato con la solita classe, ma, in definitiva, folk-rock corrente, con più di un tocco new-age.
Da poco è uscito un disco live.
Riedizioni con bonus tracks
I primi anni del duemila sono stati buoni anni per i fans: è finalmente uscito Salomon's Seal su cd e sono stati ristampati con l'aggiunta di brani inediti
The Pentangle, Sweet Child e Basket of Light.
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