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Sulla tosticità della Slackware
ovvero
Quale distro scegliere?
distribuzioni Linux sedicenti amichevoli e realmente tali






Ci sono più di trecento distribuzioni Linux in attività, è ovvio quindi lo smarrimento del neofita nel momento della scelta.
Informandosi sul web, o presso amici, o sulle riviste, in genere ci si sente consigliare Suse, Mandriva, Fedora, Ubuntu (negli ultimi mesi specie quest'ultima) come più adatte ai principianti. Raramente qualcuno consiglia Debian e ancora più di rado Slackware. Io sono fra questi ultimi e spesso mi ritrovo a doverne spiegare i motivi, tanto che mi sono stufato e ho messo su questa pagina, così mi posso limitare a segnalarne l'url.

NOTA 2009
In informatica, si sa, l'evoluzione è vertiginosa, ora questa pagina è non dico superata ma almeno i toni sarebbero da smorzare.
Questo perché da una parte le altre distro si sono slackizzate migliorando in velocità e stabilità, dall'altra la Slack si è automatizzata (il nuovo Xorg non richiede interventi per impostare la grafica, KDE4 include gli effetti grafici tipo il cubo rotante, ecc...).
Rimane il fatto che Debian e Slackware rimangono per me le scelte migliori, ma una qls delle distro più diffuse (Suse, Mandriva, Fedora, Ubuntu, Mepis, Knoppix ecc...) vanno bene per iniziare, se la macchiana non è troppo datata.
Prendete la prima che trovate, per es. allegata a qualche rivista, o se la scaricate lasciatevi guidare dall'istinto.
Se avete un amico disposto ad aiutarvi (per i primi tempi, non diventate una seccatura permanente) la scelta migliore è mettere su la distro che usa lui.



La Slack è tosta

"La Debian è un'ottima distribuzione, che ti fa entrare nell'ottica a forza di cazzotti. Un'altra è la Slackware, solo che i cazzotti sono quelli di un pugile che ti scopre a letto con la moglie." "La Slack è ostica." "Devi fare tutto a manina." "L'installazione è solo testuale." "Ottima per imparare, ma non adatta a chi inizia." "Veloce e stabile, ma dura da installare e configurare."
Questi sono i giudizi che saltano fuori dal web. Da parte mia penso il contrario: è la più amichevole delle distro, il perché spero di riuscire a spiegarlo in questa pagina.


Nascita di una leggenda

Ma, direte, se è come dici, perché questi giudizi sono tanto diffusi?
Forza d'inerzia: si tende a ripetere quello che si è sentito dire. La Slack è la distro con più lunga storia alle spalle, non dubito affatto che le prime versioni (su floppy) fossero alla portata solo degli utenti più esperti.
Inoltre sentire che ha un'installazione testuale e non ha tool grafici per la configurazione mette i brividi a chi non ha idea di cosa in effetti si tratti.
Ma chi l'ha usata perché non dice come stanno le cose? Lo dicono ma si stancano presto di ridirlo, inoltre a una parte credo stia bene questa nomea da "solo per esperti", così possono darsi un po' d'arie.


La distro che vorrei

Cosa desiderate da una distro? Innanzitutto che sia stabile, veloce e che impegni meno risorse possibili, credo.
Poi che sia facile da usare e da aggiornare. Inoltre che installazione, configurazione e ottimizzazione siano semplici.
Bene, sulla velocità, stabilità e moderata richiesta di risorse della Slack sono tutti d'accordo (una delle ragioni è che viene usato un kernel Vanilla, cioè come viene rilasciato da Linus Torvalds e dai suoi collaboratori, senza che venga modificato a volte pesantemente come nelle distro sedicenti facili), quindi passiamo agli altri punti. Ma prima permettetemi un


Risorse

In pratica mi bastano 256 MB di memoria per il mio uso di crociera: KDE con tutti gli effetti al massimo, gkrellm, konqueror (come file manager), thunderbird, firefox e amule.
Salgono a circa 400 MB se uso Compiz (il cubo).
Anche se ho un desktop ho attivato il gestore ondemand e la cpu mi viaggia normalmente al 40% di frequenza (1000 MHz su un Athlon 3500+).
Ecco una schermata.


Urrà per Mr. Volkerding

Chi è (Patrick J.) Volkerding? Una delle caratteristiche della Slack è che a differenza delle altre distro principali ha una gestione monocratica, la maggior parte del lavoro è svolta dal suo creatore, Volkerding, appunto.
Ciò presenta naturalmente dei vantaggi e degli svantaggi. Il vantaggio principale è che risulta facile mantenerne la coerenza con la sua filosofia, per usare una parola grossa. Qual'è la sua filosofia? In nomen omen dicevano gli antichi: Slackware è composta da ware e da slack, quest'ultima parola fra i diversi significati ha quello di poltrone, fannullone ma un movimento l'adotta nel senso di "cool": calmo, tranquillo, sicuro di sé.
Poltrone, tranquillo riferito alla Slack? Vi sorprende? be' ve l'ho appena detto che quelle che circolano sulla Slack sono perlopiù dicerie infondate.
Ha ben sintetizzato la questione su un news group Kojak:
  Uso Slackware perché non sono sufficientemente abile e intelligente per sfidare la complessità di una distro facile.
Vi sembra un paradosso? Può darsi, ma spesso un paradosso non fa che rendere evidente come stanno realmente le cose, ad esempio:


Il percorso più breve tra due punti non è una linea retta

Be', senza bisogno di tirare in ballo né Einstein né la sfericità della Terra, converrete che nella vita reale è quasi impossibile che il percorso più breve per andare alla stazione o in un'altra stanza sia una linea retta.
Quando Kojak parla di complessità di una distro (sedicente, specifico io) facile evidenzia il punto dolente di queste distro: per dare l'illusione di semplicità e facilità nascondono molte cose all'utente e prendono fin troppe decisioni al suo posto. Questo punto lo chiariremo ben presto, ora andiamo avanti con l'


Installazione solo testuale

Vi tremano le vene e i polsi? avete i sudori freddi? no? Bene, allora vediamo in che consiste la tremenda installazione testuale della Slack confrontata a quella grafica delle distro sedicenti facili.
Tolti i pupazzetti e i lustrini di quest'ultime si tratta di usare i tasti-cursore (sì, quelli di fianco al tastierino numerico) al posto del mouse.
Tutto qui? Tutto qui.
Vi vedo dubbiosi, ma vi assicuro che quando ero giovane e niubbo più di voi installai la Slack armato solo della conoscenza che al primo avvio per far partire la grafica bisognava digitare startx.
Ma non c'è bisogno di credermi sulla parola: in The perfect desktop potete vedere tutte le schermate d'installazione.
L'unico punto che vi può creare difficoltà è il partizionamento, ma vale per tutte le distro, anzi, con le sedicenti amichevoli è più facile fare danni, la Slack vi costringe ad andarci con i piedi di piombo. Il mio consiglio è di creare prima le partizioni con un programma tipo Partition Magic, anche se il cfdisk di Linux (dopo aver liberato lo spazio con un programma qualsiasi) è alla fin fine molto più semplice e veloce.
Ora soffermiamoci su un'altra delle dicerie:


Per usare la Slack bisogna leggere molto

Per le altre no? e allora come mai i news group sono pieni di gente che cerca disperatamente la pass di root di Ubuntu?
o dove scaricare certi pacchetti con Suse?
Bastava leggere.
La dura e triste realtà è che qualsiasi distro mettiate dovrete leggere --non molto, ma leggere.
E la Slack è quella che lo richiede meno: per installarla e configurarla vi bastano le poche righe della mia piccola guida, per risolvere qualsiasi dubbio presente e futuro basta consultare il magnifico lavoro di Mauro Sacchetto, Slackware for Dummies che malgrado il titolo è in italiano, non preoccupatevi.
Slackware for Dummies

Essendo la Slack facile come sto cercando di dimostrare, è da un pezzo che non consulto nulla installandola e configurandola.
Oggi ho dato un'occhiata alla nuova versione di S4D, che è in PDF, e son rimasto a bocca aperta: ad esempio il partizionamento con cfdisk è spiegato passo passo mostrandone ben tredici schermate.


Decisioni, decisioni

La Slack è per la trasparenza, non vi nasconde nulla e non vi tratta da incapaci, quindi vi chiede di fare delle scelte fin dalla prima schermata. Niente paura, non lo fa troppe volte e per giunta di solito basta scegliere l'opzione predefinita premendo Invio.
Ma, direte, io voglio una distro che si possa


Installare con un clic

Spiacente, non esistono. Ci sono è vero quelle che si installano più velocemente chiedendovi quasi nulla, ma a caro prezzo.
Ad esempio in una delle ultime schermate, questa:



la Slack vi chiede di fare il piccolo sforzo di indicare quali servizi far partire all'avvio. Se premete Invio partiranno solo i servizi preselezionati, che sono ben pochi (e per esperienza per un uso desktop serve veramente solo quello per i log di sistema). Come capite state in pratica configurando e ottimizzando la distro già in fase d'installazione.
Le distro sedicenti facili invece si guardano bene dal richiedervi uno sforzo così immane, col risultato che vi ritrovate con una marea di servizi inutili che impegnano risorse, e passi, con le macchine odierne non è gran cosa, ma più roba gira più è facile che qualcosa vada storto.
Inoltre certi servizi sono pericolosi per la sicurezza, considerate ad esempio quello che vi consente di accedere da remoto alla macchina: se non l'usate, tenerlo attivo non serve solamente a fornire un potenziale punto d'attacco ad un aggressore?
Certo, con qualsiasi distro potete disabilitare dopo l'installazione i servizi che non vi servono, ma la cosa è un po' più complessa della semplice schermata che vedete. E inoltre bisogna aver letto (ahinoi) qualcosa sulla faccenda, altrimenti non ci si pensa nemmeno.


Pacchetti su pacchetti

Lo scenario si ripete nella scelta dei pacchetti da installare, la Slack offre diverse modalità dalla più rapida (full, che installa tutto l'installabile) a quella che vi consiglio: menu, che ha già selezionati i pacchetti essenziali e quelli più importanti.
E' qui che si impiega la maggior parte del tempo dedicato all'installazione, ma ne vale la pena per avere meno roba inutile e tutto quello che vi serve. Se non avete tempo per documentarvi in precedenza (Slackware for Dummies, non dimenticate) vi basterà aggiungere i pacchetti che pensate vi serviranno e non toccare quelli già selezionati. In ogni caso è naturalmente possibile aggiungere o togliere pacchetti in seguito.
Le distro facili tendono invece ad installare molta roba inutile, anche se in genere è possibile scegliere un tipo di installazione che permetta la selezione dei pacchetti. Ma dubito che il principiante vi ricorra, fedele al principio clicca-e-vai.
Tirando le somme:


Tempo speso oggi tempo risparmiato domani

Non s'installa mica tutti i giorni. Spendere qualche minuto in più vi risparmia molti sbattimenti per sistemare la distro. Con la Slack finita l'installazione si è quasi del tutto conclusa la configurazione e l'ottimizzazione del sistema.
Penso ne valga la pena.


Configurazione

Innanzitutto sfatiamo la leggenda: anche nella Slack ci sono i tool grafici. Semplicemente perché molti dipendono dall'interfaccia, ad esempio kuser per gestire gli utenti o guarddog per il firewall: sono programmi di KDE, che vi consiglio vivamente di usare almeno per i primi tempi.
Altri sono in pseudografica, come quello per la gestione dei servizi, ma come avete visto è molto semplice e intuitivo (per me molto superiore ai corrispettivi grafici).


Ce la stai veramente contando giusta?

In parte. Ci sono delle piccole cose che fanno girare le scatole anche agli slackisti di stretta osservanza, cose che la distro potrebbe fare in automatico o quasi in fase d'installazione: settare il server sonoro, creare un utente, italianizzare la distro.
Certo, ci si impiegano due o tre minuti a farlo al primo avvio, ma è pur sempre una scocciatura.
Sul perché di questo ho solo una vaga idea: probabilmente Mr. Volkerding pensa che automatizzare troppo la distro possa portare degli inconvenienti e che due o tre minuti spesi in seguito valgano bene il mantenimento della semplicità e sicurezza dell'installatore.

Nota: In informatica le novità sono velocissime, son passati pochi mesi da quanto scritto nel paragrafo precedente e con le ultime versioni avviene che gestire apparecchi usb (chiavette, dischi esterni, macchine fotografiche ecc...) è semplicissimo, basta inserirle, come con i cd e dvd. Salta fuori una finestra in perfetto stile Windowsiano che chiede cosa fare -nulla, e non seccarmi più, gli rispondo come facevo in XP. Inoltre il server sonoro si è configurato automaticamente, come la tastiera (anche per la shell, prima bisognava editare dei files in /etc).


Gestione pacchetti

Qui ti voglio, diranno i sostenitori delle distro sedicenti amichevoli, vediamo se hai la faccia tosta di pretendere che la Slack abbia una gestione semplice ed efficiente dei pacchetti.
Lo sosterrò fino al rogo escluso.
Innanzitutto, non siete voi a bollare come incapaci, lobotomizzati dall'uso di Windows, i principianti? e che la distro migliore è quella che non fa pesare troppo le differenze? Bene, cosa si fa in Windows? si scarica un pacchetto e lo si installa. E nella Slackware? si scarica un pacchetto e lo si installa.
Ammetterete che meno spaesati di così gli utenti Windows non possono essere.


Sì, vabbe', ma le dipendenze?

Un falso problema.
Ma prima spiegamo a chi non lo sa di cosa diavolo stiamo parlando.
Sapete che in Windows a volte un programma per girare ha bisogno di alcune librerie, be', in Linux è lo stesso: un pacchetto x può richiedere che siano installati anche y e z.
Bene, alcune distro risolvono in automatico le dipendenze, prendiamo il migliore sistema che ci sia, Apt di Debian: basta digitare apt-get install x, Apt scarica x, y e z e li installa (bello vero?).
Apt ha anche delle interfacce, Synaptic è l'interfaccia (grafica) migliore.
Ubuntu che si basa su Debian usa Apt e Synaptic (credo anche aptitude e dselect che sono pseudografici), altre distro usano pacchettizzazioni diverse, basate ad esempio sugli rpm, comunque il discorso non cambia. Il gestore di pacchetti (e non solo) per Suse è Yast, per Fedora Yum ecc...


E allora?

E allora non è tutt'oro quello che luccica.
Per prima cosa difficilmente una distro sedicente facile ha tutto quello che occorre e difficilmente si può scaricare tutto il resto usando il sistema così com'è, bisogna metter mano ai repositories, cosa non complicata ma che richiede una lettura del come, quindi il "basta installarmi e sei a posto" delle distro sedicenti amichevoli va a farsi benedire e non si può rinfacciare alla Slack di richiedere di leggere qualche riga.
Inoltre a volte si incappa in un circolo vizioso: x non può essere installato perché richiede y ma y non può essere installato perché richiede x. Con la Slack non c'è problema, i due si possono installare in qualsiasi ordine.
Oppure può capitare che per installare x bisogna scaricare qualche gigabit di altra roba e cancellare mezzo sistema --quindi siate prudenti se usate questi gestori.


Ma le dipendenze con la Slack?

Quasi tutti i pacchetti li trovate in slacky.eu e le dipendenze sono chiaramente indicate. Se non le avete già le potete scaricare nello stesso sito. Ma se avete abbondato durante l'installazione con le librerie e scaricato il megapack per il video avrete bisogno ben di rado di scaricare altri pacchetti.
Direi che al massimo con la Slack ci metterete qualche minuto in più ad installare un programma, non mi sembra un grande problema, inoltre non ho mai rinunciato ad installare qualcosa sulla Slack, mentre con altre distro sono stato costretto a rinunciare. In ogni caso


Colpo di scena!

anche la Slack ha un gestore automatico dei pacchetti (e delle dipendenze), anzi cinque: Slackpkg, Swaret, Slapt-Get, SlackUpdate ed Emerde (scusate il francesismo).
Dicono che Swaret se non all'altezza di Apt sia almeno alla pari dei vari Yum, Yast e Quack. Io non saprei, ho solo usato un po' Swaret anni fa, non sento la necessità di un gestore dei pacchetti.
Gestori che conosco, badate: per anni ho avuto come distro di scorta Debian Sarge (l'allora versione testing) e adesso ho Simply Mepis (la versione che si basava su Debian, ora sembra si sia purtroppo ubuntizzata, mi dicono).
Debian è la distro che vi consiglio se la Slack continua a intimorirvi.


Ma l'aggiornamento automatico dei pacchetti?

Per fortuna non c'è (di default, ma Swaret & C. possono essere usati anche per questo).
Ormai avrete capito che ogni cosa ha un suo prezzo, e quello che richiede l'aggiornamento automatico dei programmi io non sono disposto a pagarlo:
1) trovo scocciante ad ogni riavvio che mi si chieda la pass di root per aggiornare dei pacchetti, spesso ben pesanti;
2) può capitare che aggiornando pacchetti particolarmente delicati (del kernel o del server X, ad es.) ci si ritrovi al riavvio con la grafica o con il sistema che non partono;
3) non è detto che la versione più recente di un pacchetto sia migliore della precedente.
Un programma io l'aggiorno solo se ha qlc che non va (ad es. continuo ad aggiornare k3b ma finora mi dà problemi con uno o l'altro dei miei masterizzatori, per quanto riguarda i dvd-r).
Quello che invece conviene fare è


L'aggiornamento di sicurezza dei pacchetti

In modo semplice e pulito, manualmente:
1) si vede qui se ci sono novità;
2) in file:///var/log/packages (o usando pkgtool) se ci riguarda;
3) li si scarica e li si installa con # upgradepkg nomepacchetto.tgz.
Volendo si può saltare il punto 2: se non esiste il pacchetto corrispondente da aggiornare upgradepkg lo ignora.
Il rilascio degli aggiornamenti di sicurezza dei pacchetti non è frequente come per le nuove versioni dei pacchetti: tre a maggio e finora due a giugno, solo due riguardano pacchetti che ho installati.
Volendo si può essere avvisati per e-mail quando viene rilasciato un nuovo pacchetto.


Facilità d'uso

Questa, liquidate l'installazione e configurazione del sistema e la gestione dei pacchetti, dipende dall'interfaccia, quindi nella Slack è praticamente la stessa che con qualsiasi altra distro.
Torno di nuovo a consigliarvi KDE come interfaccia per i primi tempi.
E segnalarvi che per motivi troppo lunghi da spiegare qui Gnome è stato escluso dalla distro. Però ci sono le sue librerie e qualche suo programma (Gkrellm, ad esempio) e potete installarlo in seguito scaricando i pacchetti dal sito freerock oppure dal solito slacky.eu che ha avviato il Progetto Gnome Slacky.


Però il desktop ha un aspetto ben poco invitante

Vi riferite a come appare KDE al primo avvio? a questo qui?



Vi ricordate la filosofia di Slack? Semplicità e non imporre la propria volontà all'utente. Bastano pochi tocchi per personizzarlo secondo i propri gusti, io ho raggiunto questo risultato (cliccate per le dimensioni reali)


con gli strumenti forniti dai cd d'installazione, tranne ovviamente che per lo sfondo che ho raccattato chissà dove e per il logo laterale del Menu. Per quest'ultimo si tratta di sostituire due immagini da pochi kb con delle altre prese dal sito slacky.it.
Io sono per la semplicità, per questo preferisco non mettere icone sul desktop e usare Gkrellm di Gnome (la barra trasparente sulla destra) invece che Superkaramba di KDE, ma se volete potete ottenere i risultati di questo forum in poco tempo.
E il cubo? per quel che serve è (abbastanza: ho un'ati) facilmente attivabile, ecco una schermata:


Tirando le somme

In cambio di un po' di attenzione durante l'installazione e qualche minuto ulteriore per finire di configurarla la Slack vi dà un sistema veloce, stabile, snello e pulito. Non vi sembra che il gioco valga la candela?
Concludo chiedendovi di farmi


Un favore

No, non di provare la Slack, la scelta della distro è un vostro affare, ma di non contribuire a far circolare dicerie infondate su di essa.
Grazie.


P. S.

Si può liberamente linkare e citare in tutto o in parte questa pagina, vi chiedo solo di non stravolgerne il senso.

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